L’ambiente torna a far parlare di sè

Lo sciopero ambientale del 15 marzo, che ha avuto in Greta Thunberg la sua vera e propria icona, ha riproposto con estrema forza il problema relativo al cambiamento climatico. Un tema di cui si parla ormai da decenni, spesso a sproposito e senza che le autorità mondiali si decidano a prendere finalmente una posizione netta e inequivocabile al proposito.
Se, infatti, sembra ormai assodata la crisi ambientale in atto a livello planetario, occorre comunque sottolineare come le risposte provenienti dai governi siano state sinora abbastanza deboli. Se il cosiddetto protocollo di Kyoto si è rivelato in pratica un fallimento, anche a causa della mancata ratifica di Paesi come Stati Uniti, India e Cina, anche i tentativi pur ambiziosi dell’Unione Europea, ad esempio il piano 20-20-20 non hanno incontrato migliore sorte. Il problema, infatti, consiste proprio nelle implicazioni di un piano teso a impedire un collasso ambientale del pianeta, che potrebbe essere realizzato solo con una drastica sforbiciata alle emissioni inquinanti, ovvero ai volumi produttivi dei Paesi che inquinano maggiormente. Una premessa molto difficile da realizzare in quanto potrebbe portare ad un ridimensionamento del tenore di vita delle popolazioni interessate. C’è però un’alternativa che molti iniziano a praticare, almeno a livello personale, ovvero l’adozione di comportamenti virtuosi, a partire dall’utilizzo di tecnologie meno inquinanti.

Il monopattino elettrico

Tra le tecnologie che possono contribuire a limitare l’emissione di sostanze nocive, ci sono anche quelle utilizzate per la mobilità all’interno delle città. Se naturalmente l’auto è destinata a fare la parte del leone in tal senso ancora per decenni, va sottolineato come nel corso degli ultimi anni abbiano preso piede nuovi modi di trasporto. Se da un lato molte persone hanno deciso di rinunciare ad esempio ai motoveicoli, spinti nel nostro Paese dal livello improponibile delle tariffe assicurative, dall’altro sono sempre di più coloro che guardano con interesse al monopattino elettrico. Un interesse reso evidente dagli oltre 40mila esemplari venduti in Italia nel solo 2017, nonostante la mancanza di una normativa ad hoc che mette a rischio multa gli utenti. Proprio l’evidente successo del monopattino e i riflessi che potrebbe avere sui livelli di inquinamento, molto superiori a quelli delle ripetute ordinanze antismog che hanno caratterizzato molti grandi centri italiani, hanno spinto nel corso degli ultimi mesi le istituzioni a farsi carico del problema, come dimostra la discussione in atto in Parlamento su un progetto di legge che dovrebbe ridisegnare il Codice della Strada, adeguandolo proprio alla presenza sempre più visibile dei mezzi alternativi per il trasporto delle persone.
Per chi abbia intenzione di saperne di più da un punto di vista prettamente tecnico, il nostro consiglio è comunque di visionare monopattini-elettrici.it, sito che presenta una lunga panoramica sul settore, con il preciso intento di aiutare i consumatori in fase di scelta.